
L'idrocele si forma per l'accumulo di liquido tra le tuniche che avvolgono il testicolo, quando l'equilibrio tra produzione e riassorbimento del liquido è alterato. Si tratta di una condizione innocua, che non compromette la funzione del testicolo. Negli adulti la causa è nella maggior parte dei casi sconosciuta, ma può essere legata a un'infiammazione, a un trauma o a un intervento nella regione dello scroto o dell'inguine e, più raramente, ad altre malattie del testicolo. L'idrocele è un'alterazione urologica frequente, che può comparire a qualsiasi età, e la sua frequenza aumenta con l'età. È relativamente frequente anche nei neonati e nei lattanti, soprattutto a causa della chiusura incompleta della comunicazione tra la cavità addominale e lo scroto. Nella maggior parte dei bambini con il tempo si riduce o scompare spontaneamente; per questo nel primo anno di vita è sufficiente tenere il bambino sotto osservazione.
La diagnosi di idrocele viene di solito posta durante la visita urologica. Si manifesta più spesso come un aumento di volume indolore e graduale di uno o di entrambi i lati dello scroto, che nel tempo può ingrandirsi. Possono essere presenti una sensazione di peso, pressione o tensione nello scroto oppure un lieve fastidio; un idrocele molto grande può inoltre limitare l'attività fisica o rendere difficoltoso vestirsi.
Durante l'esame clinico l'urologo valuta le dimensioni, la forma e la sensibilità dello scroto ingrossato e verifica se il testicolo è palpabile normalmente. Una parte importante della diagnostica è l'ecografia dei testicoli e dello scroto, soprattutto quando la diagnosi non è del tutto chiara, l'idrocele è più grande o il testicolo non è ben palpabile a causa del liquido. L'ecografia conferma la presenza di liquido e consente di esaminare il testicolo, l'epididimo e le altre strutture, escludendo così un tumore, un'infiammazione, un'ernia, un varicocele o altre cause di aumento di volume dello scroto.
1. Osservazione
Negli adulti il trattamento di un idrocele piccolo, stabile e asintomatico non è necessario. Il monitoraggio è indicato se l'idrocele non dà fastidio al paziente e se altre patologie sono state escluse con l'ecografia. Nei neonati e nei lattanti l'idrocele è spesso legato alla mancata chiusura del processo vaginale (processus vaginalis) e nel primo anno di vita spesso si riduce o scompare spontaneamente; per questo anche nella maggior parte dei bambini si raccomanda l'osservazione.
2. Trattamento chirurgico – asportazione (escissione) dell'idrocele
Nell'idrocele sintomatico, grande, in crescita o fastidioso, l'idrocelectomia è la forma di trattamento standard e più duratura. Nei bambini optiamo per l'intervento chirurgico in caso di idrocele persistente, idrocele comunicante o ernia inguinale associata; l'intervento viene di regola eseguito per via inguinale e consente di chiudere la comunicazione con la cavità addominale.
3. Aspirazione con o senza scleroterapia
Si tratta di un metodo meno invasivo per il trattamento dell'idrocele, che può essere molto utile nei pazienti con un rischio chirurgico più elevato (anziani, pazienti con numerose malattie concomitanti) o che desiderano un trattamento meno invasivo. La probabilità di recidiva dell'idrocele è significativamente maggiore rispetto al trattamento chirurgico e non è considerata una forma di trattamento definitivo.
Autore: Assist. Simon Hawlina, dott. med., FEBU, specialista in urologia






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